Maria Pia Picozza

Il disegno è lo strumento da cui parte l’indagine artistica, da questo la ricerca viene affinata con molteplici media: scultura, fotografia, audio, animazione, interazione, creando delle grandi installazioni scultoree, racconti-istantanee che non di rado evocano e ritornano allo schizzo originario tradotto nelle tre dimensioni e amplificato di nuovi elementi percettivi.

Motivo ricorrente dell’indagine è la memoria, sedimentata, cristallizzata che, attraverso questi racconti tridimensionali, quasi appunti, viene rievocata e tessuta all’interno di tracce, mappe e coordinate reali e immaginarie in cui spazio e tempo si sovrappongono in un unico inscindibile livello.

Nel 2008 si diploma all’Accademia di Belle Arti di Roma dove dal 2012 al 2015 è Cultrice della Materia presso le cattedre di Tecnologia della Carta e Tecniche Grafiche Speciali con Riccardo Ajossa e Laura Salvi e nel 2017 viene assunta come Tecnico di Laboratorio presso la Cattedra di Scultura di Ciriaco Campus. Nel 2014 tiene la sua prima mostra personale solofuga, Maria Pia Picozza, curata da Giuliana Stella alla Galleria Artisti ai Banchi di Roma (eredi della storica librogalleria al ferro di cavallo).

Tra le mostre collettive si ricordano: 2017 Yellow, Tiny Biennale, Temple University, Roma; 2015, BOCS, mostra di fine residenza, Cosenza; Formal, RISD, Rhode Island School of Design, Roma;

s o s p e n s i o n e, progetto realizzato con l’artista Francesca Checchi e presentato durante il convegno La donna nell’arte e le artiste nei musei all’Art Forum Würth, Capena, Rm; Portrait, Tiny Biennale, Temple University, Roma. 2014, Nel profondo: bianco come l’alba, nero come la notte, Biennale di Viterbo, Vt.

Fonte: CVTà Street Fest

Le sue opere a Civitacampomarano